L'innovazione principale del percorso artistico di Goya, che si cristallizza nelle Pinturas negras, è il sovvertimento della cornice visiva che dominava la tradizione europea fin dal Rinascimento. La sua pittura non solo si addentra "nell'altra faccia dell'esistenza", ma anche, ed è un elemento decisivo, lo fa con "un altro sguardo", attraverso il quale il terribile, lungi dall'essere accidentale, si converte in essenza. Questo cambiamento è rivoluzionario, perché, in Goya, il disordine del mondo implica il disordine della visione e, assieme a esso, implica la rottura della prospettiva, l'anarchia delle coordinate e, in generale, la distruzione dello spazio rappresentativo tradizionale (Rafael Argullon, Romanticismo: Il nuovo sentimento della natura, Electa, Milano 1993).
Era un bel tramonto sul Nilo, all'altezza di Abido. Il cielo era così limpido, l'acqua così calma, che dopo la sovreccitazione del cervello, che mi aveva coinvolto tutta la giornata, mi fu difficile dire se remassi su un fiume o negli spazi infiniti dell'aria. Girandomi dalla parte del tramonto credetti di vedere, vidi certamente, una barca dalla forma molto gradevole, nella quale si trovava un gruppo di angeli vestiti in modo così elegante, in posizioni così calme e nobili che ne fui incantato. Molto lentamente si avvicinarono a me e presto riuscii a distinguerne le voci. Cantavano in coro una musica divina. La barca sembrò fermarsi al di sotto di un gruppo di palme sulla riva. Lo specchio luminoso sul fiume rifletteva esattamente tutte quelle cose deliziose. Non lo dimenticherò mai nella mia vita. La tripla armonia delle forme, dei colori e dei suoni era completa (Charles Gleyre)
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Mediterránea 09/’10
Rassegna di Studi interculturali a cura di Gianni Ferracuti
Dipartimento di filosofia, lingue e letterature
Università di Trieste(iniziativa editoriale no profit)