Ai lettori di interculturale.org, agli studenti di Interculturalità ed in risposta al prof. Ferracuti.

 

            Ho colto con molto piacere il dibattito apertosi all’interno di questo utile strumento. Sono sempre stato convinto che il confronto ed il dialogo siano strumenti indispensabili della società. Il fatto, poi, che siamo inseriti nel paradigma “interculturalità” dovrebbe semplificare le cose.

            Vorrei sottolineare un aspetto molto significativo di questa vicenda. Primo: nessuno di noi può considerarsi contento o soddisfatto della chiusura di questo Corso. Abbiamo accettato la soluzione “meno grave” e non staremo a guardare cosa accadrà senza proporre delle soluzioni che possano tutelare noi e il Corso che dovrà venire ad essere. Secondo: il mio ruolo impone una visione nei rapporti assolutamente “istituzionale” e, quindi, completamente slegata ad ogni coinvolgimento “umano”. Io difendo una unica “parte”, cioè quella degli studenti, anche quando questo rischia, agli occhi dei più, di provocare collisioni personali. Il mio rispetto per la prof.ssa Monti (di cui riconosco l’enorme impegno culturale, la lungimiranza e la solidità morale), per Lei, prof. Ferracuti e per il Preside di questa Facoltà, umanamente e professionalmente, rimane invariato, ma questo non può impedirmi di mantenere l’assoluta franchezza che ha contraddistinto ogni mio intervento.

            La mia lettera ad interculturale.org non voleva essere esaustiva. L’intenzione era di riportare le linee principali e, per quanto possibile, ufficiali, dei fatti, in attesa di un confronto diretto prima con gli studenti e quindi, se richiesto, con il corpo docente o chiunque altro. Inoltre ritengo che rendere pubbliche alcune considerazioni e fatti sia poco utile al nome di quest’Università e alla persona di alcuni docenti. Ma, a questo punto, credo che qualche chiarimento sia doveroso fin da subito.

 

            Innanzitutto, dalla Sua lettera mi pare di poter cogliere la velata accusa di aver preso le difese della Facoltà o di chi la rappresenta. Vorrei, se ce ne fosse ancora bisogno, ricordarle che io prendo le difese solamente di un corpo studentesco che fino ad oggi è stato illuso, spesso ignorato e sempre utilizzato come strumento funzionale al Corso (quando, nella didattica, Lei sa bene che un Corso deve essere funzionale agli studenti e, quindi, alla società). Se fosse stato, come è suo compito, più presente ai Consigli di Facoltà e di Corso, ricorderebbe sicuramente anche di quante volte ho difeso in ogni modo Intercultuarlità. O forse dovrebbe sapere delle mie ore passate tra un ufficio e l’altro in cerca di un dialogo che mancava… o delle mie ore passate, quest’estate, mentre la prof.ssa Monti era in ferie, nel suo ufficio con la prof.ssa Gradolato a discutere su cosa si poteva fare per rimediare al problema del sito…  o di quando sono andato negli istituti superiori a parlare di Intercultuarlità o ad attaccar manifesti per le iscrizioni… tutto, ovviamente, a mie spese. Infine, immagino che anche Lei potrà ben capire che da tutta questa situazione, a livello personale, non ho guadagnato nulla, anzi, dovrei dire il contrario. Se c’è qualcosa che mi ha spinto ad agire come ho agito, va ricercato nello scontento che da anni contraddistingue noi studenti.

           

            Non volendo qui pubblicare alcuna relazione di quanto è successo e di quanto chiederemo, questo sarà compito dell’Assemblea che si riunirà martedì 6, mi limiterò a rispondere ed integrare, punto per punto, la sua lettera, sperando che il suo esempio possa essere preso anche da altri.

 

Purtroppo, mi creda, la lista delle disfunzioni sarà molto lunga e un punto fondamentale riguarderà la strenua difesa della prof.ssa Monti a favore della prof.ssa Condolf, docente il cui comportamento si è dimostrato assai poco “professionale”.

 

Quanto non riportato della sua lettera, lo considero, bene o male, sostenibile. Ma, per quanto riguarda il futuro nostro e del Corso, ne dovremo prima parlare tra di noi e poi presentare le giuste richieste. Il primo errore è stato commesso già dieci anni fa e la responsabilità di quanto accaduto, se per prima è della prof.ssa Monti in quanto presidente del nostro Corso (Presidente significa avere meriti e demeriti), non possiamo che darlo anche all’intero Ateneo e alla Facoltà, complici, in quanto tali, della situazione attuale. E per ciò continueremo a premere affinché il nuovo Corso possa essere uno strumento “modello” pensato, come deve essere, per noi e per le reali esigenze di questo Paese.

 

Vorrei aggiungere, ancora, due situazioni che ritengo importanti per dare l’idea di cosa stiamo vivendo e il perché del nostro allontanamento dal vertice del Corso.

Ricorderà benissimo il fatto dei crediti di sede.

Poi, i piani di studio: quegli stessi piani di studio che abbiamo portato in segreteria studenti entro fine dicembre, sono ritornati indietro, e più precisamente sulla sua scrivania, già entro i primi di febbraio per essere corretti. La scadenza per ripresentarli, corretti, era fine febbraio. Una telefonata dall’organo competente ha segnalato, a pochi giorni dallo scadere dei termini, l’inadempienza, fino a quel momento, del nostro Corso. Immagino che ora i nostri p.d.s. siano già di nuovo in segreteria, ma… non ho visto alcuna lista di studenti convocati per correggerli. Ora, io sono sicuro del buon lavoro della nostra tutor, ma alla perfezione, in pds come i nostri, proprio non posso credere. In particolare perché ho ben presente i limiti sul mio di pds che deve o dovrà destare non pochi dubbi su una materia in particolare. Se poi mi dice che gli ha corretti senza convocarci, non mi sembra molto giusto nemmeno questo. Mi perdoni, ma purtroppo, abituato ai problemi interni di gestione, non posso non crearmi almeno mille dubbi per ogni cosa e non mi sembra corretto, anche essendo ben conscio dell’enormità di impegni di cui già anche Lei si fa carico, per una non buona gestione, che finiamo col essere sempre noi le vittime di tutto ciò.

           

Vorrei anche spezzare una lancia in favore di tutti quei docenti (e sono la assoluta maggioranza) che hanno sempre lavorato con estrema professionalità e ci hanno arricchito con il loro talento, cultura e passione. Ci dispiace che pochi cattivi esempi possano aver oscurato l’ottimo lavoro da questi svolto e faremo di tutto perché chi ha lavorato seriamente possa esser preso in considerazione per il futuro Corso.

 

            Non mi rimane che esternare l’enorme rammarico che provo nel dover vedere preclusi molti rapporti personali con docenti che ancora considero meritevoli del mio rispetto, ma un anno fa decisi di difendere gli interessi di noi studenti e tale impegno non può essere assolto attraverso soluzioni “politiche” di chiaro sapore ipocrita.

            Infine Le chiedo, conoscendo il suo enorme interesse culturale ed impegno per questo Corso, di smettere di cercare le ragioni di una decisione già presa ma, piuttosto, lavorare, come già stiamo facendo noi, per garantire un nuovo e migliore futuro a questo strumento, Interculturalità nella sua forma di Corso Universitario, estremamente importante per la nostra società odierna.

 

           

 

Firmato:

Floriano Tomasi

Rappresentante studenti in C.d.C.d.S. in S. e T. dell’Interculturalità e in C.d. Facoltà di Lettere e F.