Da www.interculturale.org: 

La  ricostruzione del rappresentante degli studenti

 

CHIUSURA DI INTERCULTURALITA': cosa è successo?

Mercoledì 14 febbraio il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia ha deliberato la richiesta, a seguito di una votazione a scrutinio segreto, di apertura per il prossimo anno accademico (2007/08) di tutti i Corsi (triennali più magistrali) attivati quest’anno in Facoltà, tranne il Corso in Scienze e Tecniche dell’Interculturalità, con la conseguenza che tale Corso, il prossimo anno, non avrà accesso a nuove matricole..
Tale richiesta è passata in Senato Accademico riunito in seduta martedì 20 febbraio con l’impegno formale di organizzare un Tavolo Tecnico preposto a ricostituire il Corso in un’ottica di Interfacoltà entro l’anno accademico 2008/09.

Le motivazioni

Ogni anno, entro febbraio, la Facoltà deve deliberare la richiesta di apertura dei Corsi che la compongono per l’anno accademico successivo. Il Ministero concede la possibilità all’Ateneo, su richiesta delle singole Facoltà, di attivare o disattivarne i Corsi di Studio, con, però, un vincolo legato alla copertura didattica. I “famosi”requisiti minimi. Ogni Facoltà può mantenere attivi un numero di Corsi in relazione alla docenza incardinata che possiede. In pratica “tot” numero di docenti permette l’apertura di “tot” numero di Corsi.
Purtroppo, a causa di pensionamenti ed altri fattori, il risultato del calcolo dei requisiti minimi ha dimostrato l’impossibilità, per la nostra Facoltà, di mantenere aperti, il prossimo anno accademico, tutti e 15 i Corsi (triennali più magistrali) aperti quest’anno a causa di una deficienza di “teste”, cioè proprio dei docenti incardinati che avevano reso possibile l’apertura degli attuali 15 Corsi.
La situazione, inevitabile, era di ridurre l’offerta formativa di una unità.

Nella settimana precedente al Consiglio di Facoltà per due volte si è riunito il Comitato per la Didattica, organo consultivo della Facoltà composto da un Presidente (il prof. Rovatti), un rappresentante per ogni Corso di Studio, in genere il suo Presidente, ed i Rappresentanti degli Studenti dei singoli Corsi di Studio. In queste due riunioni si è cercato di trovare una soluzione che potesse salvaguardare il più possibile l’attuale offerta formativa. Il tentativo di giungere ad un compromesso che potesse tutelare tutte le triennali andando ad agire sulle specialistiche, non è andato a buon fine e si era, invece, evidenziata nettamente la sensazione che a farne le spese sarebbe stato proprio il Corso in Interculturalità. La richiesta degli studenti fu di salvaguardare le specialistiche, ritenute più importanti delle triennali, e si sottolineò la grave situazione organizzativa attuale del Corso presieduto dalla prof.ssa Monti e la necessità di trovare un maggior dialogo all’interno della Facoltà.
Purtroppo al Consiglio del 14 si arrivò senza alcun compromesso e le sorti dei 15 Corsi furono nelle mani di ognuno dei componenti di tale organo chiamati a votare.
Una lunga serie di interventi dimostrarono un generale interesse verso il Corso in Scienze e Tecniche dell’Interculturalità e la necessità di tutelarne la valenza culturale, ma anche la necessità, sentita in primo luogo da noi studenti, di riorganizzarne la gestione anche alla luce della forte carenza di immatricolazioni di quest’anno (poco più di venti unità contro le quasi 50 dell’anno scorso) che ne evidenziano i limiti.
Anche il sottoscritto, in qualità di Rappresentante degli Studenti di Facoltà, intervenne proponendo una soluzione in extremis per salvare Interculturalità. Soluzione sgarbatamente rifiutata dalla diretta interessata, la prof.ssa Monti, ma presa in forte considerazione da altri docenti.
Il risultato della votazione è oramai di dominio pubblico.
Dobbiamo necessariamente evidenziare una costante mancanza di apertura al dialogo, necessario alla sopravvivenza ottimale della Facoltà, da parte della prof.ssa Monti e considerare sua la responsabilità di quanto accaduto.
Non possiamo assolutamente nemmeno ignorare i gravi problemi erotti dalla cattiva gestione di questo Corso che ha posto in difficoltà tutti noi studenti e la mancanza di volontà della stessa professoressa (o mancanza di capacità o possibilità, per noi il risultato è lo stesso e la responsabilità rimane tale) a rimediare a tali deficienze.
Per tanto, non possiamo che, nel rammarico di non aver trovato una soluzione che potesse permettere una riorganizzazione di questo Corso senza arrivare alla sua chiusura, guardare positivamente alla decisione del Senato Accademico di impegnarsi affinché Interculturalità possa essere riattivata sotto un’ottica di interfacoltà e con una organizzazione che garantirà alle future matricole un percorso meno difficile e uno sbocco professionale o di studio più proficuo.

Il proseguimento del proprio percorso di studio fino alla laurea è garantito per Legge e l’Ateneo ci deve assicurare gli insegnamenti necessari a tal fine. Il nostro obiettivo ora è di discuterne assieme e raccogliere tutte le perplessità, dubbi e richieste da presentare prossimamente in Facoltà.
Il Preside De Martino si è già anche reso disponibile ad ascoltarci per organizzare un progetto da presentare al Tavolo Tecnico per la futura apertura del “nuovo Corso in Interculturalità” e un mezzo si per inserire un Rappresentante degli studenti è arrivato, con riserva, anche dal Rettore, fin da subito dimostratosi attento alle nostre esigenze.
La prospettiva che fin da ora ci auguriamo è che con l’apertura nel 2008 del “nuovo Corso”, grazie al “futuro” Dl 270 previsto dall’attuale Ministero, chi si laureerà il prossimo anno potrà accedere direttamente alla magistrale completando, così, il proprio percorso accademico nel migliore dei modi.

Floriano Tomasi

Galathee49@yahoo.it