Studi

Interculturali

Rivista quadrimestrale a cura di Mediterránea
Centro di Studi Interculturali - Università di Trieste

Presentazione

Studi Interculturali è una rivista quadrimestrale, disponibile in versione digitale gratuita e a stampa, con il sistema print on demand.

Viene pubblicata per iniziativa di Mediterránea, Centro di Studi Interculturali del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste.

Il Centro è aperto al contributo di studiosi (accademici e non) interessati alle culture del Mediterraneo e alle loro relazioni

Si propone, inoltre, un maggior approfondimento delle culture balcaniche e una estensione dell’indagine ai Paesi del Nord-Africa e all’Italia, nonché una maggiore attenzione ai problemi teorici suscitati dalle relazioni interculturali.

Studi Interculturali nasce in vista di questo ampliamento di prospettive.

Che cos’è l’interculturalità?

Interculturalità è una parola di uso recente, ma rappresenta da sempre una realtà abituale nel mondo mediterraneo.

Una relazione interculturale esiste quando due culture o individui si riconoscono reciprocamente pari dignità, pur nelle loro evidenti differenze.

Parte dall’accettazione delle differenze, e cerca di organizzare una convivenza sociale che ne salvaguardi la ricchezza.

Il tentativo è quello di convivere nel rispetto: conoscere l’Altro, capire cosa si pensa e si prova con un’altra lingua, altre credenze, altri costumi e un’altra storia.

Si tratta di rendere comprensibili all’Uno i comportamenti e le credenze dell’Altro: in una relazione interculturale ogni fatto va interpretato in base ai suoi presupposti storico-culturali e non con criteri che gli sono estranei.

Si tenta di instaurare una relazione interculturale partendo dalla comprensione dell’Altro, che è anche comprensione e consapevolezza di noi stessi.

Nel momento in cui comprendo veramente l’Altro posso scoprire che certi elementi della sua cultura servono nella mia: un’incorporazione che irrobustisce la tradizione che li riceve.

Dai tempi del Profeta cristiani, musulmani ed ebrei irrobustiscono le loro rispettive identità in una relazione interculturale, che tutto ha prodotto tranne la fusione in una cultura unica.

Ogni tradizione culturale si arricchisce grazie all’incontro con altre culture, e la multiculturalità è stata la condizione normale di tutte le culture del passato, una volta superata un’eventuale fase iniziale di isolamento.

Se oggi i fenomeni migratori ci sembrano nuovi e preoccupanti, è perché non ci siamo ancora liberati di alcune aberrazioni ideologiche nate nella modernità, come l’idea di far coincidere la realtà-società con l’omogeneità etnica o l’idea dello stato-nazione: un principio teorico irreale nel quale lo “straniero” è ammesso solo nella forma deludente del principio di tolleranza.

La relazione interculturale è una prospettiva globale, a partire dalla quale è possibile prendere in esame sia la relazione interpersonale, sia la concezione della società, sia i rapporti tra persone, società, stato.

Alla base di qualunque fatto sociale o relazione c’è infatti la persona (non l’individuo delle teorie), e la persona è la sua cultura.
E questa cultura è sempre, in maggiore o minor misura, inclusa in una tradizione, mentre può non coincidere con l’etnia nel cui seno si è fisicamente nati.

You don't have to burn books to destroy a culture.
Just get people to stop reading them.
Ray Bradbury

La Rivista

Studi Interculturali è un’iniziativa senza scopo di lucro.Per questo, i fascicoli della rivista sono distribuiti gratuitamente in formato pdf.

Chi lo desidera può sostenere l’iniziativa richiedendo la versione a stampa della rivista, disponibile grazie al sistema print on demand.

STUDI INTERCULTURALI #1-2, 2016

  • Pier Francesco Zarcone, Approccio a un Messico problematico
  • Gianni Ferracuti, «Dejándome llevar de un impulso romántico»: Valle-Inclán e l’esotismo messicano della Sonata de estío
  • Mario Faraone, «I went almost everywhere on horseback»: il viaggio interculturale di Anthony Trollope, scrittore e ufficiale postale di sua maestà
  • Manuel Rossini, Il sillabario del biopotere: immagine, dominio e mobilitazione totale
  • Federico Donelli, Leggi suntuarie e moda come strumento di potere nell’Impero Ottomano tra XVII e XIX secolo
  •  NOTE E RECENSIONI
  • Pier Francesco Zarcone, Riflessioni su Cristianesimo e Islam
  • Chiara SavignanoIl cibo e il suo diritto nelle Costituzioni: sicurezza e sovranità alimentare
  • Stefano Wulf, Omaggio a Dino Campana
  • VOLUME SUPPLEMENTARE: Grande guerra e interculturalità, volume a cura di Mario Faraone, con scritti di Carina Ionela Brânzila, Olga Mäeots, Gorica Majstorović, Caerina Martino, Rosanna Pozzi, Serena Quagliaroli, e altri (in pubblicazione).

STUDI INTERCULTURALI #3, 2015

Numero speciale su Prima Guerra Mondiale e Interculturalità a cura di Umberto Rossi.

  • Umberto Rossi, Introduzione: guerra, intercultura, transcultura
  • Nunzia Soglia, Il racconto dal fronte: il reportage di Stefania Türr
  • Ugo Pavan Dalla Torre, Costruire il nemico tedesco: Le rappresentazioni italiane della Germania durante la Grande Guerra e nel primo dopoguerra nelle fonti dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG)
  • Rosanna Pozzi, Da l’Astico a Con me e con gli alpini: un mutamento di sguardo sul nemico
  • Pier Francesco Zarcone, Califfato ottomano e Islām nella prima guerra mondiale /em>
  • Nicola Paladin, La Grande Guerra di Joe Sacco: epica della distruzione o distruzione dell’epica?
  • Mario Faraone, «Maledetto Hermada!»: Turismo interculturale ed escursionismo storico nel Carso della Grande Guerra, tra pietre e lieux de memoire
  • Mirza Mejdania  In memoriam Jasmin Džindo
  • Paolo Prezzavento, Smaltimento Rifiuti Letterari: complotti e rifiuti nell’opera di A. R. Ammons, Don De Lillo, Philip K. Dick, Thomas Pynchon e nelle ben note vicende dell’11 Settembre, Jolly Rosso e Ilaria Alpi
  • Gianni Ferracuti Santiago Matamoros
  • Gianni Ferracuti L’invenzione del tradizionalismo: due recenti pubblicazioni su Ernst Jünger e una divagazione fuori tema su cultura tradizionale, nichilismo, tradizionalismo e studi interculturali
  • Morena Sacilotto, Martina Tosoratti «Dalla grande guerra alla grande pace»: oltre il ricordo, un progetto per il futuro

STUDI INTERCULTURALI #2, 2015

  • Mario Faraone, “Un po’ di polenta, un pezzettino di formaggio e una bottiglia d’acqua, perché sorgenti lassù non ci sono”: intervista con Lindo Unfer, «recuperante» e direttore del museo della grande guerra di Timau
  • Mario Faraone, “Teleological machines and landscapes of geomancy”: La me-moria interculturale della Grande Guerra, come patrimonio comune conservato e tramandato dagli apparati museali ed espositivi di Kobarid, Kötschach-Mauthen e Timau / Tischlbon
  • Gianni Ferracuti, “Il punto di vista crea il panorama”: molteplicità di sguardi e interpretazioni in Ortega y Gasset
  • Pier Francesco Zarcone, Filosofia islamica araba e persiana: II. Filosofi sciiti e la contemporaneità
  • Antonio Saccoccio, F. T. Marinetti, poeta italo-francese nato e vissuto in Africa
  • Valerio Maria Piozzo, Alfredo Strano: nel canone, oltre il ca
  • David Kamhi, La música sefardí en la cultura de los judíos de Bosnia y Herzegovina
  • Carolina Sol Buffoni Enacting the Italian test for foreigners: language imposition as a political act
  • Chiara Savignano, Semplificazione e nuovi requisiti per le etichettature: analisi del regola-mento europeo 1169/2011

STUDI INTERCULTURALI #1, 2015

  • Mario Faraone, “Dr Brighton healed me, Sir!”: l’ospedale degli indiani nel Royal Pavilion di Brighton dal dicembre del 1914 al febbraio del 1916, un esperienza interculturale nell’ambito della Grande Guerra
  • Alfred Ollivant, L’ospedale indiano (1916)
  • Martin Heidegger, Incontri con Ortega y Gasset
  • Giuseppe D’Acunto, Ortega critico di Heidegger
  • Pier Francesco Zarcone, Filosofia islamica araba e persiana
  • Sabina Borsoi, Tina ha muerto: Tina Modotti dall’etica dell’arte alla politica della lotta
  • Gianni Ferracuti, Difesa del nichilismo: uno sguardo interculturale sulla “ribellione delle masse”
  • Silvia Santucci, Identità latenti: flamenco, gitani e voci apolidi del Mediterraneo

STUDI INTERCULTURALI #3, 2014

  • Raffaele Federici, Metus Xenos, un mondo in movimento
  • Robert Michels, Materiali per una sociologia dello straniero
  • Pier Francesco Zarcone, La “Questione” palestinese
  • Mario Faraone, “I’m like a book you have to read. A book can’t read itself to you”: Autobiografia come strumento di conoscenza interculturale in Thomas Wolfe e Christopher Isherwood
  • Gianni Ferracuti, “¡Qué distinta pudo haber sido nuestra vida!”: Sonata de otoño o gli esiliati dalla modernità
  • Barbara D’Alessandro, Scavalcare l’orizzonte: movimento e transitorietà in Barbara Pumhösel
  • Sara Graziella Di Lello, Helena Janeczeck: un tentativo di ricomposizione identitaria attraverso la letteratura
  • Ana Cecilia Prenz, Sarajevo, Capajebo, Saraj, Bosna i Hercegovina: quell’Europa diversa e inattesa
  • Laura Papo Bohoreta, Morena
  • Ksenija Radovic, Entrevista con Margo Glantz

STUDI INTERCULTURALI #2, 2014

  • Gianni Ferracuti, José Ortega y Gasset e il modernismo: Cento anni di Meditaciones del Quijote
  • Giuseppe D’Acunto, Ortega y Gasset: la metafora come parola “esecutiva”
  • José Ortega y Gasset, Temi dell’Escorial
  • Mario Faraone, “Prompted by motives of curiosity”: l’orientalismo interculturale di William Beckford, autore di Arabian Tales nell’Inghilterra del XVIII secolo
  • Pier FrancescoZarcone, Martin Buber e l’anarchismo
  • Guido Bulla, “Who is it that can tell me who I am?”. Shakespeare, Stow, White: radici interculturali della Letteratura Australiana di lingua inglese
  • Rosanna Sirignano, Popular wisdom and marriage customs in a Palestinian village: Proverbs and sayings in Hilma Granqvist’s work
  • Giovanna Manzato, La giovane Europa: politiche giovanili e viaggi interculturali tra vecchi confini e nuovi cittadini
  • Mirza Mejdanija, L’ultima stagione dei racconti sveviani
  • Irma Hibert, Posmodernidad, globalización, identidad
  • Edina Spahić, El tratamiento de la fraseología en La tía Julia y el escribidor

STUDI INTERCULTURALI #1, 2014

  • Veronica Balbo, “Tra Scilla e Cariddi, ovvero dalla padella alla brace”: evoluzione e involuzione dei CPT dalla legge Turco-Napolitano alla legge Bossi-Fini.
  • Pier Francesco Zarcone, Mondo islamico, laicità e secolarizzazione.
  • Mario Faraone, “Which is it to-day, morphine or cocaine?”: l’oppio e i suoi derivati come elementi strutturali, interculturali e creativi nei testi letterari, memorialistici e saggistici di lingua inglese del XVIII e il XIX secolo.
  • Gianni Ferracuti, Contro le sfingi senza enigma: Estetismo, critica antiborghese e prospettiva interculturale nel modernismo
  • Giuseppe Vaira, Soggetto e comunicazione interculturale nell’analisi di Alain Touraine
  • Anna Di Somma, Un intellettuale di vocazione. A proposito de La vocazione dell’arciere. Prospettive critiche sul pensiero di José Ortega y Gasset

STUDI INTERCULTURALI #3, 2013

  • Pier Francesco Zarcone, Turchia, minoranze e laicità
  • Raffaele Federici, Tecnica e cultura fra modernità e identità. L’uno e i molti fragili
  • Mario Faraone, “¿Por qué seguimos leyendo (y escribiendo) novelas?”: la contemporaneità interculturale di Arturo Pérez-Reverte, Javier Marías ed Eduardo Mendoza
  • BLAS INFANTE, ANDALUSISMO, FLAMENCHISMO, A CURA DI GIANNI FERRACUTI:
  • Gianni Ferracuti, L’autonomismo andaluso e Blas Infante
  • Blas Infante, Ideale andaluso
  • Blas Infante, Manifesto della nazionalità
  • Blas Infante, Origini del flamenco e segreto del cante jondo
  • CULTURAL STUDIES:
  • Rosanna Sirignano, Mother and child in palestine: the artas material in Hilma Granqvist nachlass at the palestine exploration fund

STUDI INTERCULTURALI #2, 2013

  • Pier Francesco Zarcone, Ostacoli arabi allo sviluppo arabo
  • Mario Faraone, “Raglio d’asino non sale al cielo”: Saggezza contadina e dialogo interculturale in ambito multilinguistico europeo
  • Luciana Alocco, La “magia” tra letteratura e lessicografia
  • Alice Porro, Borges lettore di Dante [seconda parte]
  • Irma Hibert, Modernidad e identidad en “Sobre héroes y tumbas” de Ernesto Sábato
  • Gianni Ferracuti, Una teoria sul gioco del “duende”
  • Federico García Lorca, Gioco e teoria del duende

STUDI INTERCULTURALI #1, 2013

  • Cesare Catà, Before Ireland was made. Il Nazionalismo Neoplatonico di William Butler Yeats
  • Mario Faraone, “Light into Darkness”: la narrativa per ragazzi nel XIX secolo britannico, tra
  • educazione cristiana ed etica imperialista
  • Gianni Ferracuti, Deblica barea: la tradizione segreta del flamenco
  • Marina Niro, Uno sguardo sul dialoco ebraico-cristiano: la figura di Gesù
  • Alice Porro, Borges lettore di Dante [prima parte]
  • Irma Hibert, Modernidad e identidad en “El Túnel” de Ernesto Sábato

STUDI INTERCULTURALI #1, 2012

  • Gianni Ferracuti, Parmenide e la capra, e altri scritti di frontiera (1978-1990)

Il Copyright è di proprietà dei singoli autori degli articoli pubblicati e la riproduzione dei testi deve essere autorizzata.

Freedom is always the freedom of the one who thinks differently.
Rosa Luxemburg

Redazione

Alla realizzazione di Studi Interculturali collaborano docenti e studiosi appartenenti a diversi ambiti disciplinari, in modo da affrontare con la dovuta apertura mentale il tema dell’interculturalità, ampio e dalle mille sfaccettature.

La redazione è composta da:

È professore associato di Letteratura Spagnola presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste.

La sua attività di ricerca è dedicata prevalentemente allo studio della letteratura spagnola dei Secoli d’Oro, al modernismo e al Novecento.

Dirige il Centro di Studi Interculturali “Il Bolero di Ravel”, che pubblica la rivista “Mediterránea” e il sito internet www.ilbolerodiravel.org

È Fellow della Christopher Isherwood Foundation presso The Huntington Foundation, Los Angeles, e dottore di ricerca in “Letterature di lingua inglese”, Università di Roma “La Sapienza” / Istituto Universitario Orientale di Napoli, Napoli.
Laureata all’Università “La Sapienza” di Roma, tra il 1993 ed il 1996 ha lavorato a La Plata (Argentina) presso l’Università Nazionale e presso l’ICI, Istituto di Cultura Italica.È dottore di ricerca in Letteratura Spagnola e attualmente ricercatrice di Letteratura Spagnola presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste.

Si occupa della letteratura judeoespañola nei Balcani e del teatro spagnolo del rinascimento.

È Wissenschaftliche Mitarbeiter alla Freie Universität di Berlino, nella sezione del progetto TOPOI dedicata alla storia della scienza.

Si è laureata all’Università “L’Orientale” di Napoli in Studi Arabo Islamici e lì ha conseguito il dottorato in Vicino Oriente e Maghreb, in collaborazione con l’Università di Leida.

La sua attività di ricerca si concentra sulle scienze naturali e sulla loro trasmissione, in particolare manoscritta, nei primi secoli dell’Islam.

Think before you speak. Read before you think.
Fran Lebowitz

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Studi Interculturali è aperta ai contributi degli studiosi, accademici e non.

Il numero 2/2015 sarà dedicato a "La grande guerra come evento interculturale" (guest editor: Umberto Rossi).

Le proposte, di non oltre 500 parole, dovranno essere inviate a Umberto Rossi, Mario Faraone o Gianni Ferracuti entro e non oltre il 30 marzo 2015.

Le proposte selezionate riceveranno comunicazione dell'avvenuta accettazione entro il 30 maggio 2015; i testi dei contributi dovranno pervenire alla rivista entro e non oltre il 30 settembre 2015.

Gli articoli verranno sottoposti a peer-review.